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Soldi Falsi

Come comportarsi, come prevenire le truffe e molto altro...

Soldi falsi: i tagli preferiti dai falsari

Parlare di soldi falsi, nonostante le tecniche di stampa adottate per prevenire la falsificazione siano sempre più all’avanguardia, non è affatto un tema superato.

Pensare che il fenomeno delle banconote false riguardi solo quelle di grosso taglio è un errore. I tagli da 20 euro e da 50 euro, sono stati e sono tutt’ora i più falsificati ma le banconote di taglio più piccolo, proprio per il minor valore, si rivelano spesso più insidiose per consumatori e commercianti.

Nonostante il 79,4 per cento delle contraffazioni risulti composto da banconote da 20 e da 50 euro, che rispettivamente costituiscono il 44,8% e il 36,1% del totale, un buon 20% è composto da altri tagli
e ciò rende il fenomeno della contraffazione un pericolo trasversale.

Fondamentale è conservare copia del verbale che, in caso di un falso positivo, ci darà diritto al rimborso dell’importo. Purtroppo, in caso di esito positivo, l’esibitore non avrà diritto ad alcun risarcimento.

Soldi falsi: come comportarsi

Partendo dal principio che tentare di spendere una banconota falsa costituisce reato, chiunque entri in possesso di una banconota sospetta ha il dovere di farla esaminare presso una filiale della Banca d’Italia, un ufficio postale o una filiale di una qualsiasi banca.
Se vi è sospetto di falsità, il funzionario preposto al primo controllo ha l’obbligo di ritirare le banconota dalla circolazione e sottoporla all’analisi finale della Banca d’Italia, presso l’amministrazione centrale di quest’ultima, ove risiede il CNAC, Centro Nazionale di Analisi delle banconote sospette di falsità, che effettuerà tutti gli esami del caso.

È evidente come i commercianti siano le figure più esposte a tale fenomeno: bar e piccoli negozi, con il loro continuo flusso di cassa, sono il bersaglio ideale per chi spaccia soldi falsi, soprattutto di piccolo taglio che spesso, nello svolgersi frenetico dell’attività, passano maggiormente inosservati.
Anche se il pagamento digitale è una soluzione più che valida, la tipologia di esercizio commerciale e l’amore degli italiani per il contante, impediscono la sua totale adozione; per cui è bene munirsi di pazienza per effettuare un controllo visivo più accurato.

L’Analisi visiva è sempre sicura?

Vi basterà guardare questo video della famosa trasmissione tv “Le Iene” per rendervene conto
Guarda il video

La soluzione?

Tramite numerosi test con banconote campione sia vere sia false, la BCE certifica tutti quegli apparecchi che sono in grado di operare autonomamente, segnalando l’eventuale presenza di banconote false tramite un segnale acustico o luminoso.

Munirsi di un dispositivo di riconoscimento, meglio se certificato dalla Banca Centrale Europea, che presenti ampi margini di sicurezza e una possibilità di riconoscimento del falso del 100%.

La certificazione emessa ha dodici mesi di validità, per cui, il produttore interessato alla presenza delle proprie apparecchiature all’interno del databese della BCE dovrà sottoporre annualmente i propri modelli ai test di verifica. Una garanzia ulteriore per la sicurezza del commerciante.

Test dei dispositivi di controllo dell’autenticità delle banconote

Scopri come la BCE esegue i test
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